ESOFAGO

ESOFAGO

Il Esofago è un organo cavo tubulare dell'apparato digerente.


Dalla bocca, la cavità orale si continua nella faringe. L'ipofaringe, la parte più bassa della faringe, è quella da cui si dipartono la laringe e l'esofago.


Nell’ipofaringe si trova l'epiglottide, che serve a separare ed a regolamentare il passaggio di sola aria nella laringe, che poi si continua con la trachea ed i polmoni; e il passaggio di saliva e di alimenti nell’esofago.



L’esofago unisce la faringe allo stomaco e va dallo sfintere esofageo superiore allo sintere esofageo inferiore, dopo il quale c’è lo stomaco.


La lunghezza dell’esofago è di circa 25-30 cm ed è largo 2-3 cm.


Lo sfintere esofageo inferiore (LES) è un tratto di 3-5 cm dell’esofago distale che ha una pressione basale elevata (anello muscolare circolare) e serve ad impedire il reflusso di acido e di cibo dallo stomaco.


ESOFAGO

Esofago e Apparato Digerente




La funzione dell’esofago è quella di far progredire gli alimenti dalla faringe allo stomaco; ciò tramite la deglutizione, il rilascio dello sfintere esofageo superiore, la peristalsi ed il rilascio dello sfintere esofageo inferiore.

Le principali malattie o patologie dell'esofago sono:





Cito a parte l’esofago di Barrett, così chiamato quando l’infiammazione dovuta al reflusso gastrico determina una trasformazione (metaplasia) delle cellule esofagee. Questa è una lesione precancerosa, che diventa preoccupante quando, oltre la metaplasia, è presente la displasia.

Queste variazioni cellulari sono documentate all’esame istologico, ma, anche con la semplice gastroscopia, grazie a nuove metodiche, quali la magnificazione e la cromoendoscopia elettronica o NBI, si può sospettare una variazione maligna del tessuto. Eventuali lesioni rilevate, presenti nell’esofago di Barrett, si possono classificare endoscopicamente come le altre lesioni polipoidi del tubo digerente, secondo la classificazione di Parigi 2002 e quella del Pitt Pattern di Kudo, In particolare, soprattutto per diagnosticare l’esofago di Barrett, sono utilizzate altre metodiche, prevalentemente a scopo di ricerca, quali l’autofluorescenza e l’endo-microscopia confocale. Importante, ai fini diagnostici e del follow-up, la classificazione di Praga del Barrett.



Le terapie endoscopiche dell’esofago possono riguardare l’incontinenza sfinteriale o ernia gastrica iatale da scivolamento, per curare la malattia da reflusso gastrico, o riguardare le lesioni tumorali pre-cancerose.

Le terapie per la malattia da reflusso sono essenzialmente le fundoplicatio endoluminali, la più recente e valida delle quali è quella che si ottiene con il Gerd-X, un’evoluzione di altre metodiche simili precedenti, come i plicatori tipo Esophyx, Endocinch e Muse.
La metodica “Stretta” consiste nell’applicare radiofrequenza, che brucia la mucosa esofagea. Viene utilizzata per la patologia da reflusso, rendendo il Paziente libero dai dolori e bruciori, ed anche, insieme ad altre tecniche fotodinamiche, come Argon Plasma e Laser, per distruggere il tessuto tumorale nel Barrett.

Le terapie endoscopiche delle lesioni pre-tumorali dell’esofago, come il Barrett con displasia, consistono nella mucosectomia o nella dissezione sotto-mucosa. Queste metodiche si utilizzano anche per lesioni polipose di altri tratti dell’intestino.



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